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Neil Young torna in tribunale contro il comitato elettorale di Donald Trump per l'uso non autorizzato del brano 'Rockin' in the Free World' durante i comizi politici.
La nuova azione legale sostiene che le riproduzioni del brano violino l'accordo raggiunto dopo la prima causa, avviata nel 2020 e chiusa con un'intesa.
La richiesta di risarcimento, pari a 10 milioni di dollari (circa 9 milioni di euro), è rivolta al Trump 47 Committee Inc., il comitato di azione politica del presidente. L'accusa è di violazione del diritto d'autore.
Nell'atto, la canzone del 1989 viene descritta come 'un inno graffiante che contrappone le promesse vuote della retorica politica americana alla dura realtà dei poveri, dei senzatetto e dei dimenticati. In breve, la canzone è l'esatto contrario di tutto ciò che Donald J. Trump sostiene'.
Secondo Variety, la causa cita il comizio del 12 ottobre a Youngstown, in Ohio, durante il quale è stata diffusa la registrazione. Il brano sarebbe stato utilizzato anche 'numerose volte in altri comizi per incoraggiare il voto ai repubblicani nelle imminenti elezioni di metà mandato'.
Oltre al risarcimento economico, Young chiede un'ingiunzione che impedisca in modo definitivo ulteriori esecuzioni pubbliche della canzone a fini di propaganda politica.
'Secondo l'atto, l'uso del brano ha danneggiato la reputazione e il marchio di Neil Young, facendo credere erroneamente che il musicista sostenga Donald Trump'.