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Vasco Rossi ha querelato un fan che lo ha definito 'infame' per una vicenda che risale al 1984.
L'uomo sostiene che il rocker abbia fatto i nomi di altre persone agli inquirenti per ottenere la libertà, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano.
Rossi respinge l'accusa e ricostruisce diversamente l'accaduto: 'Non ho fatto nomi per uscire dal carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera'.
Le cronache dell'epoca riportano che il nome del cantante era già emerso durante le indagini su un traffico di droga con base nelle Marche. Un articolo del 21 aprile 1984 segnalava la sua presenza in un registro contenente nominativi e indirizzi.
I carabinieri arrestarono Rossi il 20 aprile 1984. Nel casolare di Casalecchio di Reno dove viveva con alcuni musicisti furono trovati 26 grammi di cocaina.
Il rocker trascorse 22 giorni nel carcere di Rocca Costanza a Pesaro, cinque dei quali in isolamento, e ottenne la libertà provvisoria il 12 maggio 1984.
Lo stralcio della sua posizione dal maxi-processo agli altri 56 imputati arrivò soltanto nel giugno 1985, tredici mesi dopo la scarcerazione. I giudici disposero una perizia sulla cocaina sequestrata e un accertamento sulle condizioni fisiche del cantante. Le cronache dell'udienza non riportano nomi forniti da Rossi.
Il procedimento si concluse nel 1989. Rossi fu scagionato dall'accusa di spaccio e condannato per detenzione della sostanza.
Il cantante tornerà allo Stadio Olimpico di Roma nel giugno 2027 con dieci concerti per celebrare i cinquant'anni di carriera.