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Pino Daniele divide gli eredi mentre la Corte conferma il testamento.
A mettere un punto è la Corte d'Appello di Roma, che ha bocciato sia il ricorso del primogenito Alessandro Daniele sia quello della seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi, confermando la validità del testamento redatto nel 2012 e pubblicato dopo la morte del cantautore.
Secondo quanto riportato da ANSA e Il Corriere della Sera, i giudici hanno escluso le ricostruzioni alternative presentate dalle parti, ribadendo che l'unico riferimento resta il documento testamentario. In particolare, è stata respinta anche la richiesta economica avanzata dal figlio, legata a un presunto accordo mai formalizzato.
Il nodo riguarda soprattutto i diritti: quelli connessi restano ai cinque figli, mentre i diritti d'autore risultano divisi tra sei soggetti, includendo anche l'ex moglie. Un equilibrio che negli anni aveva generato tensioni e interpretazioni divergenti.
Nel racconto mediatico è riemersa l'espressione 'testamento segreto', ma si tratta di una definizione fuorviante: il documento non è nuovo né nascosto, essendo stato depositato prima della scomparsa dell'artista.
Con la sentenza d'appello il quadro si stabilizza: resta aperta solo l'ipotesi di un ricorso in Cassazione, mentre la gestione del patrimonio musicale continua a seguire le disposizioni già fissate.