Il procedimento giudiziario contro Steven Tyler può proseguire, almeno in parte.

Un giudice ha stabilito che le accuse di abusi sessuali riferite alla California, avanzate da Julia Misley, sono sufficientemente fondate da arrivare a processo.

La decisione arriva dopo una serie di udienze in cui il leader degli Aerosmith aveva chiesto l'archiviazione della causa, sostenendo che la relazione con Misley si fosse svolta prevalentemente a Boston, dove all'epoca l'età del consenso era fissata a 16 anni. Un'argomentazione che il tribunale ha accolto solo in parte.

Il giudice ha infatti annunciato l'intenzione di respingere le accuse relative a presunti abusi avvenuti in Oregon, Washington e Massachusetts, segnando una vittoria parziale per l'artista. Ma sul fronte californiano la linea è diversa: secondo la corte, Tyler avrebbe dovuto rispettare le leggi locali contro gli abusi su minori ogni volta che si trovava in quello Stato.

'Sono completamente d'accordo con questa impostazione. Anche se fosse legale in Massachusetts, la California ha interesse a dire: "Va bene, ma qui è illegale. Non entrate nei nostri confini per farlo"', ha dichiarato il giudice Young durante un'udienza lo scorso dicembre.

La causa, presentata inizialmente nel dicembre 2022 e riportata per la prima volta da Rolling Stone, ricostruisce una relazione che, secondo Misley, sarebbe iniziata nel 1973, quando lei era una studentessa delle superiori e Tyler aveva 25 anni. L'accusa sostiene che l'artista l'abbia abusata sessualmente per anni, dopo averla incontrata a Portland, poco dopo il suo sedicesimo compleanno, e averla introdotta nel suo entourage.

Nel ricorso si parla di un percorso di grooming durato tre anni, durante il quale Tyler sarebbe persino diventato il suo tutore legale, un dettaglio che il musicista non ha mai negato. Nel memoir del 2011, Does the Noise in My Head Bother You?, Tyler descrive così quell'accordo: 'Sono andato a dormire a casa dei suoi genitori per un paio di notti, si sono innamorati di me e hanno firmato i documenti per affidarmela, così non sarei stato arrestato se l'avessi portata fuori dallo Stato'.

Tyler respinge tutte le accuse e sostiene che la legge del Massachusetts dovesse valere anche durante i viaggi in altri Stati. Un'interpretazione che, almeno per la California, il giudice non ha ritenuto sufficiente a fermare il processo. Ora la vicenda è destinata a tornare in aula, riaprendo una delle pagine più controverse nella storia del rock americano.

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