La causa sui diritti musicali è chiusa, ma resta aperta la questione dei costi.

Cher ha chiesto a un giudice federale di obbligare Mary Bono, vedova di Sonny Bono, a coprire una parcella legale da quasi un milione di euro, maturata nel corso di una lunga battaglia giudiziaria durata cinque anni.

La richiesta arriva dopo che la cantante ha prevalso nella disputa sulle royalties contro Mary Bono, che dal 1998 gestisce l'eredità dell'artista, morto in un incidente sugli sci. Secondo Cher e i suoi legali, la controparte avrebbe tentato di 'abusare' delle disposizioni sulla cessazione dei diritti previste dal Copyright Act per 'ottenere un guadagno indebito' a spese dell'artista.

Nel documento depositato in tribunale, gli avvocati di Cher sostengono che Mary Bono abbia 'trascinato il caso per cinque anni adottando posizioni palesmente irragionevoli', costringendo la cantante a sostenere spese legali pari a oltre 1 milione di dollari, convertiti in circa 950 mila euro, per respingere quello che viene definito un 'tentativo improprio di revoca dei diritti'.

Al centro del contenzioso c'è l'accordo di divorzio tra Cher e Sonny Bono, che assegnava alla cantante il 50% delle royalties di composizione per brani iconici come 'I Got You Babe' e 'The Beat Goes On', oltre al 50% delle registrazioni realizzate insieme. Una quota che, secondo il giudice, non poteva essere intaccata: il diritto di Cher era 'intangibile'.

'La convenuta ha sostenuto, in modo ripetuto e frivolo, che una legge federale che dichiara esplicitamente di non incidere sui diritti previsti dal diritto statale potesse in qualche modo cancellarli', si legge nella nuova mozione per il rimborso delle spese. 'Cher ha prevalso completamente'.

La vicenda riporta sotto i riflettori una delle coppie più celebri della musica degli anni Sessanta. Dopo il successo planetario con Sonny, Cher ha costruito una carriera solista lunga decenni, costellata di riconoscimenti che includono Grammy, Oscar ed Emmy. Sonny Bono, dopo l'esperienza musicale, intraprese anche una carriera politica, prima della morte avvenuta nel 1998.

I diritti editoriali sulle sue canzoni sono diventati formalmente revocabili a partire dal 2018, aprendo la strada allo scontro legale ora giunto all'epilogo. Resta da stabilire se il giudice accoglierà anche l'ultima richiesta della cantante: un'udienza sul rimborso delle spese legali è fissata per il 23 febbraio.

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