Una piccola meraviglia e' nascosta in un seminterrato di Chelsea vicino al fiume. Nella parte residenziale di quest’area nobile di Londra, di fronte vecchie fabbriche e magazzini trasformati, si trova il mitico 606 Club.
L'entrata è volutamente nascosta, questo genere di locali per intenditori e veri amanti della musica non ha bisogno di tanta pubblicità e di insegne scintillanti come nel resto della city. Qui arriva soltanto chi alla musica da del tu.

Dopo aver superato la porta di metallo chiusa a chiave, c'è una scala ripida che vi conduce al piccolo ingresso del locale, questi spazi angusti appena attraversati vi porteranno la sala principale con vernice alle pareti ed i soliti mattoni rossi della vecchia Londra. I soffitti sono molto bassi, ma siamo in un seminterrato di vecchia costruzione e comunque rendono il locale più intimo e riservato.
Il ragazzo, che ci accoglie alla porta guidandoci al tavolo spiega le regole del locale, in modo che tutti possano rispettare i musicisti e gli altri spettatori. Attraversiamo tanti piccoli tavoli in legno molto vicini, ma nonostante ciò la musica non è troppo al per una conversazione al tavolo.
Prima dell’inizio dello spettacolo i camerieri prendono tutte le ordinazioni in modo da non creare troppa confusione e per lasciare allo spettatore solamente la preoccupazione di godersi lo spettacolo che sta per iniziare.

Come ogni buon concerto che si rispetti, il proprietario del locale, dopo aver invitato gli spettatori a mettere su “silenzioso” il cellulare annuncia l’artista che andrà in scena con una breve descrizione di quello che andremo ad ascoltare, il tutto in modo molto famigliare ed amichevole.

Questa sera, avremo il piacere di essere testimoni del mitico:
Alex Garnett, saxofonista di formazione classica, spostatosi poi sui territori del jazz.
Nella sua carriera si è diviso tra i progetti di stampo jazzistico condotti in proprio e il lavoro in studio per rinomate star del firmamento pop e rock inglese (Jimmy Page, Van Morrison, Charlie Watts, Don Weller, tra gli altri). Ospite frequente al leggendario Ronnie Scott’s di Londra, è spesso richiesto da jazzisti americani in tour in Europa come membro aggiuntivo della loro band (tra questi Wynton Marsalis, Scott Hamilton, Sam Moore, Houston Person). Si è esibito nei festival e nei jazz club più importanti: Blue Note, Lincoln Centre, Birdland, Umbria Jazz, North Sea, Rochester NY, Barcelona, Montreaux, Oslo. Il Cd di debutto del suo quartetto, Serpent, uscito nell’aprile del 2011, ha entusiasmato la critica inglese, ottenendo quattro stelle dall’Evening Standard, dal Guardian, Financial Times e dal canale jazz della BBC, per il quale è stato anche disco del mese.

Dimenticavo, il cibo, è in pratica una cucina della casa, piatti semplici ma ben presentati e gustosi, il che è molto positivo in una città come Londra. Nonostante il pezzo forte sia la musica, anche la cucina fa la sua buona figura insomma. Una discreta lista di vini che cerca di accontentare tutti i palati. Comunque sia i prezzi sono ragionevoli per quel che si mangia, nonostante ripeto, il vero motivo della visita è lo spettacolo appena iniziato.

Un locale a 360°, che coinvolge tutti i sensi.

LATEST REVIEWS