Orietta Berti continua a guardare avanti, tra nuovi progetti discografici, collaborazioni fuori dagli schemi e persino un'incursione nel mondo dell'intelligenza artificiale.

Ma se c'è un'etichetta che negli ultimi anni le è stata cucita addosso, è quella di "regina dei tormentoni". Un titolo che lei accoglie con un sorriso, ricordando però che il fenomeno non è nato certo oggi.

'Mi chiamano regina dei tormentoni, ma io li facevo già tanti anni fa', ha raccontato all'ANSA. 'Brani come "Fin che la barca va", "L'altalena" o "Tipitipitì" erano canzoni che tutti cantavano durante l'estate.'

Secondo la cantante, la vera differenza rispetto al passato non riguarda il successo delle hit stagionali, ma il numero di artisti in gara. 'Oggi siamo troppi', osserva. 'Escono continuamente nuove canzoni e tutti cercano il tormentone dell'estate.'

Un mercato profondamente diverso da quello in cui ha mosso i primi passi, dominato da ritmi sempre più veloci e da una concorrenza costante. Per restare visibili, spiega, bisogna pubblicare musica con maggiore frequenza e trovare nuove strade per dialogare con il pubblico.

Negli ultimi anni Berti ci è riuscita grazie a una serie di collaborazioni che l'hanno riportata al centro della scena pop italiana. Il rilancio è arrivato dopo il Festival di Sanremo del 2021 e si è consolidato con il successo di 'Mille', il brano realizzato insieme a Fedez e Achille Lauro che l'ha fatta conoscere anche alle nuove generazioni.

Oggi la cantante guarda persino alle opportunità offerte dalla tecnologia. Il suo nuovo singolo, 'QCPF', nasce infatti dalla collaborazione con lo streamer Il Rosso e con Iaem, artista virtuale creata attraverso l'intelligenza artificiale. Un progetto che affronta senza diffidenza. 'L'intelligenza artificiale può essere utile, dipende sempre da come viene utilizzata', ha spiegato.

Il futuro, del resto, è già iniziato. Per celebrare i 60 anni di carriera, Berti sta lavorando a un album di inediti previsto per il prossimo Natale, mentre nel 2027 arriverà anche un cofanetto celebrativo dedicato al suo lungo percorso artistico.

Eppure, nonostante l'esperienza accumulata in oltre mezzo secolo di palcoscenico, alcune emozioni non cambiano mai. 'Quando si accende quella lucina in televisione hai sempre paura di dimenticare il testo o di stonare', ha confessato all'ANSA.

Una fragilità che sorprende in una delle artiste più popolari della musica italiana. Ma forse è proprio questa inquietudine a spingerla a non fermarsi. 'Finché avrò voce ed energia andrò avanti', assicura.

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