Grazie alle sue esibizioni sul palco dell’Ariston, il nome di Achille Lauro è davvero sulla bocca di tutti. Sempre associato a quello dell’inseparabile produttore e chitarrista Boss Doms: coppia artistica dal tocco sexy che ha letteralmente stravolto Sanremo.

'Io e Boss Doms? Ci conosciamo da quando eravamo bambini', racconta Achille Lauro a Amica.

'Crescendo, lui si mise a fare elettronica mentre io scrivevo i miei sfoghi. I primi brani sono nati a casa mia, dove Boss portava il computer fisso, la “torre”, come si chiamava una volta. Non aveva i soldi per il portatile: sono nate così le piccole perle degli inizi. Ma io non ero un rapper e lui non era un musicista'.

Boss Doms, pseudonimo di Edoardo Manozzi, è il produttore di alcuni dei più grandi successi di Lauro, fra cui 'Rolls Royce', '1969' e 'Dio c’è'.

'Dopo anni di incontri e allontanamenti alla fine è nato “Dio c’è”. Quella volta avevamo la stabilità mentale e la maturità per collaborare - rivela Achille -. Siamo sempre stati outsider: un beatmaker che non faceva beat e un rapper che non rappava'.

Dal suo debutto con il disco rap 'Achille Idol-Immortale', il musicista si è dedicato più generi, mantenendo sempre inalterata la sua natura introspettiva.

'Il mio stile è bohémien, mi affascinano gli artisti e i pittori di strada, gente che “non fa carriera”. Maledetti, si direbbe, con storie assurde. Nell’immaginario ci sono loro. I perdenti. Nelle mie canzoni si percepisce quel senso di disillusione. A volte cinico, a volte malinconico'.

Come rivela nella sua intervista a Rtl, il 31 ottobre prenderà il via il nuovo tour: 'Una nuova presentazione rispetto allo scorso anno e al tour del 2019 il Las Vegas Tour - annuncia Lauro - Da adesso in poi si inizia a fare sul serio'.

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