Ennesima uscita discografica per il gruppo di Buzz Osbourne e del fantastico Drummer Dale Crover, (uno dei miei preferiti in assoluto), che dal lontano 1986 ci propone il suo magistrale grunge-metal, antesignano di tutto il movimento di Seattle, non solo come influenza ma anche in pratica (i Nirvana cominciarono a suonare con i loro strumenti di seconda mano).

Grunge metal dedicato con venerazione ai Black Sabbath, ma accompagnato dai deliri ancor più psicotici del leader King Buzz.

La propensione verso un sound sempre piu’ composto anziche’ fratturato degli ultimi dischi ridimensionava già l’energia brada dei loro primi classici ed era culminata con il (A) Senile Album (a parte le prove con Jello Biafra, che ne aveva riacceso l’ardore).

Tutto viene confermato con l’ultimo Nude with Boots che, nonostante tutto ci regala la loro classica andatura, e contiene buone canzoni che pero’ sembrano uscite dalla penna di tanti gruppi degli anni 90’.

The Smiling Cobra in stile Tool, Nude with Boots (tra Mike Watt e i Dinosaur Jr.) , The Kiking Machine con andatura a singhiozzo , Suicide in Progress (con attacchi progressive ed aperture melodiche alla Porcupine Tree) , Dog Island , da Billy Fish, che sembra fare il verso addirittura ai Black Crowes e al Rock’n’roll di The Savage Hippy.

Strano per un gruppo che suonava un lento, esasperante e gotico sound nelle fogne di Aberdeen.
Con Nude with Boots i Melvins si divertono come se stessero suonando nel loro salotto.


Che i nonni del Grunge stiano per diventare bisnonni?

Noi gli vogliamo bene lo stesso e ce li gustiamo sdraiati sul divano del loro salotto , appunto.

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