I Public Service Broadcasting sono giunti al secondo album “The Race For Space”,
un omaggio alla “CORSA ALLO SPAZIO”, di U.S.A. e C.C.C.P. degli anni ’60 e ’70.

A sentire tutta l’enfasi della stampa inglese su questo disco mi ero già preparato alla stroncatura.
Oltretutto queste uscite corredate da video ed art-work vari mi fanno sempre un po’ stizza.
Invece ho dovuto, in buona parte, ricredermi.

Di musica, in questo album , ce n’è.

Questa tavolozza digitale impregnata di campioni d’archivio , di effetti analogici ci trasporta in luoghi dello spazio che sono innanzitutto luoghi della mente.

Ci si ritrova così in un attimo a ballare funk in orbita attorno alla terra con “Gagarin”o sulla luna degli Orzic Tentacles con“E.V.A.” o “Fire In The Cockpit” su quella dei Mogway.

La sintetica “The Other Side” , una “Love will tears us apart” alla deriva nello spazio ci introduce al gran finale..
Valentina è un incantevole ed evocativo post-rock.

In “Go!” si compie l’epopea dell’uomo, dalla sua nascita perennemente proteso verso l’infinito.

“Tomorrow “, tra speranza e futuro, chiude a colpi di “ohm” questa loro personale odissea nello spazio.

Ben fatto.



Public Service Broadcasting
“The Race For Space”
Tracklist:

1. The Race For Space 2. Sputnik 3. Gagarin
4. Fire In The Cockpit 5. E.V.A. 6. The Other Side
7. Valentina [Ft. Smoke Fairies] 8. Go! 9. Tomorrow

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