“Soundplanets”, il nuovo album di Enrico Intra prodotto ed edito da Taste Rec. in formato LP, segna il punto di incontro tra il consolidato genio jazzistico del Maestro e le moderne sonorità elettroniche.

Una fusione tra tradizione e sperimentazione che si ravvisa già dalla copertina, una scultura digitale opera della visual artist Giusy Amoroso, in cui le componenti di un pianoforte vanno a comporre il vascello spaziale su cui, senza timore di contaminazione, Intra solca e dialoga con l’universo dei suoni moderni. `

Note colore, galassie armoniche e magma stellare sono lo sfondo di un pianoforte fattosi astronave.

Il disco diviene quindi un concept album, in cui i brani sono legati da ponti sonori che conferiscono un senso di continuità all’ascolto.

L’amante del jazz non faticherà a cogliere la libertà improvvisativa europea, di cui Intra è decano e già pioniere, così come il giovane ascoltatore ravviserà contaminazioni di Alva Noto e Four Tet.

Quale che sia la libreria dei dischi in casa, l’ascolto richiede orecchie e cuori aperti, senza preconcetti, per un viaggio “Intrastellare” alla volta di Ornette Coleman oggi, Art Tatum domani Bill Evans tra un mese.

L’orientamento musicale di “Soundplanets” appare chiaro fin dal primo brano “Dorfles”, il manifesto del matrimonio artistico con Alex Stangoni, sound designer ed architetto delle parti elettroniche dell’album.

Da sempre Enrico Intra si é confrontato senza pregiudizi con codici e musicisti differenti contaminando stilemi ed esperienze, dimensioni e prospettive.

Stangoni, sinergico all’improvvisazione del Maestro nei brani “Campari Moment”, “Floating”, “Hanger” e “Kick “utilizza campionamenti live e percussioni, processati con Max For Live, per declinare il jazz di Intra in chiave futuristica.

La virata elettronica si allenta poi con il piano solo nei brani “Vertical” , “Through the door”, “Ballata” e “Time Tai Chi”.

Quest’ultimo riappare sul B side del disco remixato in chiave trip hop da Rick Nizzy, artista della scuderia Taste, che firma inoltre la conclusione del viaggio con il brano “Interstellar”, incursione prettamente Techno in linea con le produzioni Taste rec.

“Soundplanets” é stato registrato e mixato presso gli Ishtar studio di Milano da Francesco Borrelli e masterizzato ai Massive Arts Studios da Alberto Cutolo.

Taste rec, etichetta discografica ed editrice milanese, inizia la sua avventura oltre i confini dell’elettronica con una collaborazione d’eccezione.

Enrico Intra non è solo una icona del Jazz, ma anche una fonte di ispirazione per abbattere le barriere tra generi musicali e “liberarli dalle loro gabbie” con una produzione coraggiosa e intrigante.



Breve BIO
Pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più importanti nella storia del jazz europeo, Enrico Intra (classe 1935) è uno dei fondatori dell’Associazione Culturale Musica Oggi, nonché responsabile dei Civici Corsi di Jazz di Milano.
Grazie allo sviluppo di una poetica tesa all’incontro tra il linguaggio più squisitamente jazzistico e la musica europea contemporanea di matrice colta, Intra viene considerato tra i primi musicisti italiani ad elaborare un concetto “europeo” di jazz.
Le sue composizioni si configurano come vere e proprie sfide a schemi formali ed espressivi consolidati, spaziando tra molteplici generi musicali senza perdere però la propria riconoscibilità artistica.

Decano del pianoforte jazz, ha attraversato da protagonista mezzo secolo di musica realizzando storici album quali Archetipo, Messa d’Oggi, Nuova Civiltà (con il grande sassofonista Gerry Mulligan). Dalla seconda meta degli anni ’80 si avvicina al mondo della musica elettronica, elaborandone un utilizzo sempre originale e del tutto personale. In questo percorso, Intra dimostra la sua duttilità e versatilità, e la capacità di dialogare, musicalmente parlando, con le nuove generazioni. Significativa in tal senso è la sua attività per Sound Project, e nello specifico nelle performance live con Alex Stangoni, chitarrista, tecnico del suono e performer nell’ambito del live electronics. Quest’anno, oltre alla pluriennale partecipazione a jazzMi e Piano City, il maestro ha portato in scena “L’importanza di chiamarsi Enrico” insieme a Enrico Rava ed Enrico Pieranunzi per un concerto speciale, con pezzi originali dei tre grandi jazzisti e altri provenienti dal songbook italiano.



DISCOGRAFIA CONSIGLIATA
1969 – Archetipo – Il jazz libero europeo di Enrico Intra
1971 – La messa d’oggi
1974 – To The Victims Of Vietnam
1976 – Gerry Mulligan meets Enrico Intra
1979 – Italian Jazz Ensemble
1991 – The Blues
1999 – Dissonanza consonanza
2000 – Bernstein/Gershwin/Rodgers (con Civica Jazz Band e Franco Cerri)
2005 – Le case di Berio
2006 – Like Monk
2008 – Liebman meets Intra Contenuto (con David Liebman)
2011 – Piani diversi
2014 – Bluestop (con Enrico Pieranunzi)
2016 – Three generations (con Paolino Dalla Porta e Mattia Cigalini)
2016 – Gregoriani & Spirituals (con Joyce Elaine Yuille, Marcella Carboni, Matteo Bortone, Stefano Tamborrino e Gavino Murgia)

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