Dopo una lunga attesa è arrivato il nuovo album di Zucchero, 'D.O.C.'.

Col nuovo progetto il cantante emiliano si è cimentato nei generi che preferisce in assoluto, regalando ai fan un canzoni che trasmettono il suo profondo amore per blues, soul, gospel, elettronica.

Tuttavia, trovare un nome adeguato per il suo lavoro è stato decisamente un impresa.

'Ho tribolato a cercare il titolo. Stavo consegnandolo senza (pensi che felicità per la discografica!). Ero partito da Suspicious Time, “tempo sospettoso”, che ho poi ho mantenuto nell’ultima canzone' rivela a Leggo Zucchero, pseudonimo di Adelmo Fornaciari.

'L’acronimo Denominazione di Origine Controllata rispecchiava l’album, dove si parla di molta apparenza e poca sostanza e ha lo stesso significato in tutto il mondo. Solo dopo ho scoperto che queste tre lettere stanno anche per Disturbo Ossessivo compulsivo. Ci rido su'.

Tra le collaborazioni, De Gregori e Van De Sfroos.

'È il primo che mi ha presentato il secondo. Van De Sfroos aveva già scritto un pezzo per mia figlia, e con un sms mi disse che aveva qualcosa per me. Con De Gregori siamo amici dai tempi di Diamante. Venne a Modena, nello studio dove stavamo registrando. Gli dissi che volevo scrivere un pezzo per mia nonna. Si prese una birra, si chiuse in una stanza e uscì con un testo perfetto'.

Il cantante emiliano sarà presente all’Arena di Verona con 12 concerti, dal 22 settembre al 4 ottobre. Mentre il tour mondiale partirà ad aprile dal Byron Bay Bluefest, in Australia. 

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