Dopo lo sfratto Morgan è sparito dal piccolo schermo.

Il cantante è assente da qualsiasi palinsesto, Rai compresa, dove aveva lavorato fino a qualche tempo fa.

'Hanno provato a disabilitarmi in molti modi, a partire da quell'intervista sulla droga. I giornali mi hanno triturato. Forse si sentono minacciati dal mio senso di libertà, ma a me non interessa il potere. Mi riferisco a quelli che comandano in tv, nell'intrattenimento. Mi fanno la guerra. Ma perché? Una volta che sarò morto cosa ci avranno guadagnato?', ha detto a Il Messaggero.

'La Rai è un ambiente sano: è molto più professionale di tutti i privati messi assieme. Quelli fanno solo clientelismo, senza meritocrazia. Però non mi danno un programma tutto mio: neanche i miei amici direttori, come Campo Dall'Orto, Dallatana o Freccero, sono riusciti a farmi lavorare. Secondo me mi sopravvalutano', ha spiegato.

Marco Castoldi ci ha tenuto a precisare che tutte le voci sul suo conto sono errate.

'Sono una persona docile e collaborativa. Soprattutto, quando lavoro sono uno stacanovista', ha puntualizzato.

Morgan ha inoltre rivelato perché non pubblica un nuovo album da dieci anni: 'Nell'universo musicale di oggi non mi ci ritrovo. Sono tutti alla ricerca del successo del momento. Le cose a cui sto lavorando sono fuori dagli standard. Nel mio rapporto con la musica ho rivoluzionato tutto: lavoro come se fossi Stockhausen. A me ora interessa quel tipo di indagine musicale: il pop è una roba da dementi'.

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