Erano in 45mila a Lignano per la prima tappa del Jova Beach Party.

Un dj-set lungo un’intera giornata che ha raccolto migliaia di fan in attesa di vedere il loro beniamino sul palco. Peccato che all’interno del festival per acquistare cibo e bevande fossero necessari i cosiddetti token, ovvero la moneta virtuale istituita dagli organizzatori e non rimborsabile in caso di mancato utilizzo.

Sarebbe stato proprio questo il motivo della polemica scoppiata nel weekend, annunciato come un grande tour musicale di festa.

Secondo quanto riporta TPI, i fan che hanno partecipato al Jova Beach Party hanno dovuto affrontare code interminabili per cambiare i contanti con i token.

La beffa è arrivata dopo, ovvero quando gli stremati consumatori si sono recati ai banchetti per l’acquisto di cibo e bevande, insufficienti per tutto il parterre presente al festival.

Quindi dopo ore di fila, e nessuna possibilità di comprare acqua e panini, si sono visti negare la possibilità di riottenere i loro soldi contanti. Già, perché i token, in caso di non utilizzo, non vengono rimborsati.

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