Dopo il battesimo sul palco dell’Ariston Achille Lauro è diventato inarrestabile.

Già noto per la sua collaborazione con Boss Doms e i suoi brani samba-trap, con la sua esibizione al Festival 2019 il musicista romano ha puntato sul sound inedito del brano 'Rolls Royce'.

Il pezzo ha conquistato la kermesse, ma al contempo sollevato molte polemiche: la canzone è stata accusata da Striscia La Notizia di inneggiare all’uso delle droghe.

'Ma no, non c'entra nulla', replica Achille Lauro a Il Giornale.

'Anche quando canto “Voglio una vita così”… mi riferisco al lusso, allo stile di vita, non certo alle droghe. Certi programmi dovrebbero fare informazione vera, non inventarsi i casi'.

La droga è stata tuttavia una componente della vita di Lauro, che nel passato ha vissuto in una comune con il fratello, dove ha incrociato anche il rapper Coez.

'Ho vissuto per tanto tempo con mio fratello in una specie di comune dove passavano sempre artisti, pittori, musicanti. C'era Coez e c'erano altri artisti. La droga girava, ma come dappertutto. Né più né meno. Però moltissimi ragazzi non conoscono davvero il pericolo della droga. Io che vengo da un quartiere di merda, invece lo conosco bene. La droga è veleno che uno inala o che si inietta, non si può parlarne così superficialmente. In ogni caso, il problema più grande della mia generazione non sono gli stupefacenti, ma il non sapere cosa fare della nostra vita. Da qui nascono tutti i vizi'.

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