Spotify ha deciso di cancellare le canzoni di R.Kelly dalle sue playlist.

La famosa piattaforma streaming ha appoggiato il movimento Time’s Up e condannato il cantante dopo le accuse di abusi sessuali.

'Quando un artista dice o fa qualcosa che è particolarmente dannoso o odioso (ad esempio, la violenza contro i bambini e la violenza sessuale), può influenzare il modo nel quale lo supportiamo', ha spiegato un portavoce di Spotify.

In realtà, le canzoni di R. Kelly non sono del tutto sparite da Spotify. I brani non compariranno più nelle playlist e nei contenuti promossi dall’azienda. Sarà possibile ascoltarli solo dietro accurata ricerca.

'Non censuriamo i contenuti per il comportamento degli artisti, ma vogliamo che le scelte editoriali riflettano i nostri valori', ha chiarito il rappresentante di Spotify.

Non è tardata ad arrivare la replica di un portavoce dell’artista, che in una nota ha fatto sapere: 'R. Kelly non è mai stato accusato d'odio, e le canzoni che scrive esprimono amore e desiderio. È innocente, le accuse sono false e offensive. Si tratta di una campagna diffamatoria nei suoi confronti'.

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